SAN GIUSEPPE UOMO DI PREGHIERA

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MEDITAZIONE PER IL 6o GIORNO DELLA NOVENA A SAN GIUSEPPE

SAN GIUSEPPE UOMO DI PREGHIERA

Nella vita nascosta di Nazaret, Gesù obbedì ai suoi genitori o rimase sotto la loro cura, erat subditus illis [Lc 2,51]. Questa obbedienza di Gesù a Maria e a Giuseppe afferma, prepara e anticipa la sua totale obbedienza al Padre, come rivelato nella sua preghiera "non sia fatta la mia, ma la tua volontà" [Luca 22,42]. Naturalmente, Gesù ha imparato ad essere fedele ed obbediente dagli esempi di Fiat di Maria e Fiat di Giuseppe. Oltre ad essere un dono di Dio, questo atteggiamento nasce da una vita di preghiera. L'obbedienza del Giuseppe (senza una parola, ma solo fare, fare la volontà di Dio) è cresciuta grazie alla sua vita di preghiera. San Giuseppe, insomma, è una persona di preghiera. Prima di tutto, la vera preghiera non ha lo scopo di far conoscere a Dio le nostre situazioni, lotte, problemi, sofferenze, ecc., ma principalmente per ascoltare, afferrare e compiere la volontà di Dio.
Come congregazione missionaria stiamo lavorando attivamente. È molto importante comprendere e dare un senso al nostro lavoro e alle nostre preoccupazioni, per aiutare tutti ad avvicinarsi a Dio. Questo è ciò che si intende per la santificazione della vita quotidiana. San Giuseppe mostra che per essere un buon e vero seguace di Cristo non servono grandi cose, ma basta avere le virtù dell'ordinario, semplice e umano, ma sincero e autentico [Redemptoris Custos IV]. Nella Preghiere per i missionari, P. Berthier menzionava che San Giuseppe visse solo per Gesù e Maria. Il sacrificio totale di San Giuseppe può essere compreso solo alla luce della sua straordinaria vita interiore, della sua vita profonda [Redemptoris Custos V].
San Giuseppe davanti a Gesù era come un’ombra nel mondo del Padre Celeste che vegliava su di Lui, Lo proteggeva, non Lo lasciava mai nel seguire i Suoi passi. San Giuseppe ha svolto il suo ruolo paterno per tutta la vita. Ogni volta una persona (incluso ognuno di noi) è responsabile della vita di un altro, in un certo senso sta svolgendo il suo ruolo paterno nei confronti di quella persona [Patris Corde, 7].
Tante volte P. Berthier ha suggerito di chiedere in particolare a San Giuseppe grazia di una profonda vita spirituale, perché in questo Egli è il protagonista e il modello principale. Impariamo da san Giuseppe ad essere una persona di preghiera, a coltivare una vita profonda [la vie intérieur, la vita interiora, the profound life], a saper comprendere e cogliere il senso del nostro lavoro, fatica e impegno, ad essere più responsabili per la vita degli altri e per aiutare le persone ad avvicinarsi a Dio.

(P. Antonius Marga M. MSF)