San Giuseppe nel pensiero di P. Berthier

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San Giuseppe

Vorrei in questo testo far vedere San Giuseppe con gli occhi del nostro Fondatore P. Jean Berthier che ha scritto un libro intitolato proprio: “San Giuseppe”. 

P. Berthier ha diviso il suo libro in tre parti. La prima parte mostra la grande dignità di San Giuseppe, la seconda parla delle grazie di cui era fornito, la terza del culto a lui dovuto e alla fine parla del culto dovuto a tutta la Sacra Famiglia. Come è il suo solito anche in questo libro il nostro Fondatore si appoggia sui grandi personaggi della Chiesa e sui santi citando spesso le loro parole. 

All'inizio volendo mostrare la dignità di San Giuseppe, P. Berthier ci dice che ci sono delle persone e non poche che pensano di questo Santo come di un uomo semplice, un semplice carpentiere, un falegname. Ma P. Berthier dimostra la grandezza di San Giuseppe che merita di essere venerato da tutti i cristiani. Prima di tutto si basa sul Vangelo e fa vedere che dal Vangelo stesso risulta che San Giuseppe merita una grandissima stima.

Per primo nel Vangelo si dice che egli proviene dalla stirpe regale, che è discendente di Davide e allora il nostro Fondatore conclude che per questo motivo bisogna smettere di ritenere San Giuseppe un solo semplice falegname. 

Poi c’è un altro fatto che indica la grandezza di San Giuseppe. Questo fatto è che Giuseppe, discendente dalla stirpe di Davide è il marito di Maria, Madre del Figlio di Dio. P. Berthier dice che “il cielo oltre lo Spirito Santo – l’invisibile sposo di Maria, a cui Lei deve la sua maternità verginale, ha scelto anche uno sposo visibile che doveva essere per Lei un sostegno, un protettore della sua verginità, un marito su cui Maria poteva sempre contare. E aggiunge che Dio poteva scegliere per Maria unicamente un uomo che era degno di Lei e che era vergine come Lei. Racconta poi del loro amore vicendevole, dice che erano un cuor solo ed un’anima sola e che Giuseppe non era un uomo anziano come alcuni vorrebbero vederlo, ma un uomo maturo, un uomo saggio. E aggiunge: – Maria, dopo Gesù, amava san Giuseppe più di tutt'altro in questo mondo ed era a lui sottomessa come una moglie a un marito secondo i costumi di quel tempo. Da qui deriva il fatto, P. Berthier procede con il suo pensiero, che anche in cielo San Giuseppe ha un grande potere sul cuore di Maria e come tale ci può procurare da Lei tutte le grazie di cui abbiamo bisogno.

Il terzo fatto che mostra la grandezza e l’enorme dignità di San Giuseppe è che Dio stesso lo aveva scelto perché egli svolgesse il ruolo del padre in questa terra per il suo Figlio – Gesù Cristo. Come tale Giuseppe aveva allora il potere anche sul Figlio di Dio. Immaginate: Gesù Cristo, l’unigenito di Dio Padre era sottomesso a un uomo! – quest’uomo era proprio San Giuseppe. Il nostro Fondatore dice che San Giuseppe è padre per Gesù in virtù del matrimonio legale con Maria, è padre di Gesù in virtù dell’elezione da parte di Dio Padre che gli ha affidato il proprio figlio. San Giuseppe viveva solo per Gesù, prendeva cura di Lui e per questo Figlio di Dio, per questo Dio Fatto Uomo Giuseppe aveva un cuore veramente paterno, lo amava come un vero padre. 

P. Berthier descrive in seguito, basandosi sempre sul Vangelo, la grande dignità che proviene dal ruolo del padre svolto da San Giuseppe, descrive la sua grande felicità nel far crescere Gesù come figlio, mostra anche l’amore e l’obbedienza di Gesù verso Giuseppe e conclude: – per amore San Giuseppe è diventato quello che non poteva diventare di natura. E prega: San Giuseppe procuraci la grazia di amare Gesù come l’hai amato Tu, Gesù fa’ che onoriamo Giuseppe come Tu lo onoravi.

Su questa grande dignità di San Giuseppe dice anche queste bellissime parole:

“Anche se nella Sacra Famiglia San Giuseppe, se si tratta della perfezione, è all’ultimo posto, ma è proprio lui che nella Sacra Famiglia ha preso il posto di Dio Padre e nel suo nome dirigeva la Sua Famiglia”. Così il compito di San Giuseppe era di una dignità enorme e a questo compito Giuseppe ha dedicato tutto se stesso. P. Berthier dice che sono stati tanti apostoli che hanno avuto l’onore di portare il nome di Gesù alle genti, sono stati tanti martiri che hanno versato il sangue per Gesù, sono stati tanti santi che godono oggi il paradiso ma solo una Vergine ha avuto onore di diventare Madre di Dio e un solo uomo ha avuto onore di fare in questa terra da padre al Figlio di Dio. Proprio per questo la dignità di San Giuseppe è molto più alta di tutti gli altri santi. 

Dopo aver indicato la grande dignità di San Giuseppe il nostro Fondatore parla delle grazie che si scontrano in questo grande Santo.

P. Berthier afferma, che San Giuseppe era il più perfetto tra gli uomini, perché se i principi di questo mondo cercano per i loro figli i migliori maestri, allora tanto più il Signore Dio voleva il più perfetto tra gli uomini che potesse prendere cura del suo Figlio Unigenito. Non dobbiamo allora avere nessun dubbio che San Giuseppe era proprio così – è il più perfetto e il più adatto a svolgere il ruolo che Dio stesso gli ha affidato. P. Berthier dice anche che San Giuseppe è stato benedetto da Dio già prima della sua nascita e che Dio l’ha riempito dei doni naturali e soprannaturali così che in tutta la terra non si è trovato un altro uomo più santo e più degno di lui per diventare il marito di Maria. 

Tra le grazie particolari di cui era pieno San Giuseppe P. Fondatore indica la sua verginità, grazie alla quale ha meritato di diventare sposo di Maria, poi la sua giustizia – era uomo giusto e questo vuol dire che aveva tutte le virtù sviluppate fino alla perfezione e tutto ciò che faceva lo faceva per amore verso Dio, verso il prossimo e verso se stesso. Ma, dice il nostro Fondatore, nonostante fosse perfetta la natura e le virtù di Giuseppe, la sua vita in compagnia di Maria e di Gesù faceva sì che Giuseppe progrediva di giorno in giorno sempre di più nella santità. E per mostrarlo P. Berthier spiega che se una sola parola di Maria ha santificato Giovanni il Battista nel grembo di sua madre allora quanto più le parole di Maria e di Gesù, sentite ogni giorno, dovevano aiutare a Giuseppe a fargli crescere in santità? Così i meriti di San Giuseppe aumentavano per tutta la sua vita, fino alla sua felice morte, che doveva subire prima che Gesù cominciasse il suo insegnamento pubblico perché è proprio da quel momento che nel Vangelo non si menziona più questo Santo. Allora, dice il nostro Fondatore, San Giuseppe è morto come era vissuto, avendo questa grazia incomparabile di morire tra le braccia di Gesù e di Maria. Di una morte così, dice il nostro Fondatore, si può essere geloso; che la nostra morte sia simile alla sua.

Andiamo avanti ancora per un po’ seguendo il pensiero di P. Berthier: – San Giuseppe è morto, ma non finisce qui il suo mandato. P. Berthier ci presenta questo grande santo come un patrono che ha una potenza enorme come intercessore in cielo. Riporta le parole di altri scrittori e santi che hanno parlato di San Giuseppe, dice con loro che San Giuseppe, dopo Maria, è il più grande santo nel cielo. Cita san Bernardo e san Francesco di Sales che sostengono che San Giuseppe fosse stato preso da Gesù in cielo con il corpo e l’anima. Quanto è bello e soave, dice P. Berthier, pensare che questa Sacra Famiglia, che nelle sofferenze di questa vita era così profondamente unita con i vincoli d’amore e di grazia, adesso con il corpo e l’anima regna nell’amore e nella gloria celeste!

In seguito P. Berthier ci presenta l’autorità che San Giuseppe possiede in cielo; lo fa ponendo questa domanda: come Maria potrebbe non ammettere San Giuseppe, suo castissimo sposo, ad avere parte nella sua autorità celeste? Se Lei adesso è Regina del cielo e della terra, come San Giuseppe non dovrebbe partecipare nel suo regnare sopra gli eletti e sopra tutte le altre creature? San Giuseppe gode allora da Dio, dopo la Beata Vergine Maria, i più grandi favori. E per questo la Chiesa, guidata dallo Spirito Santo, chiama Giuseppe come gloria del cielo, sicura speranza della nostra vita e sostegno del mondo. Pure per questo motivo i 271 Padri del Concilio Vaticano I. e i 43 Superiori Generali di diversi ordini religiosi hanno chiesto al Papa Pio IX di dichiarare San Giuseppe come Patrono della Chiesa Cattolica. Ciò è avvenuto. Il Papa l’ha fatto con il decreto dell’ 8 dicembre 1870 “in questo giorno, sacro all'Immacolata Vergine Madre di Dio e Sposa del castissimo Giuseppe” (Decreto che ha proclamato San Giuseppe Patrono della Chiesa). 

Questa dichiarazione della Santa Chiesa vuol dire, dice P. Berthier, che è stata riconosciuta l’autorità di San Giuseppe su tutta la Chiesa e che la Chiesa è stata affidata con tutti i fedeli alla Sua protezione, e che nello stesso tempo la Chiesa ha invitato e invita ogni singolo fedele a rifugiarsi in tutte le necessità a San Giuseppe con una profonda convinzione che questo grande Santo può e vuole aiutarci. 

Si potrebbe forse pensar che il libro di P. Berthier sia qui finito. Vi assicuro di no. Il libro continua, più avanti P. Berthier ci parla sul culto dovuto a San Giuseppe. Lo fa in tre punti – dobbiamo onorare San Giuseppe, dobbiamo invocarlo e infine imitarlo. E il suo libro P. Berthier lo finisce indicandoci e descrivendo il culto dovuto a tutta la Sacra Famiglia, perché “in questa famiglia c’erano le tre più nobili e più sublimi persone di tutto il mondo. La prima persona è Gesù Cristo, Dio e uomo allo stesso tempo; l'altra persona era la Beata Vergine e Madre di Dio, Maria, che è stata vincolata con Gesù Cristo con i più stretti legami; terza persona era san Giuseppe, che in base alla legge del matrimonio era il padre di Gesù Cristo.

Noi, come Missionari della Sacra Famiglia siamo fortunati di avere così grandi Patroni come Maria e San Giuseppe che ci aiutano a vivere come una grande famiglia religiosa, ci aiutano ad amare Gesù e ci guidano in questa terra per raggiungere il regno dei cieli. 

Invochiamoli allora spesso: Gesù, Maria, Giuseppe – illuminateci, soccorreteci, salvateci. Amen. 

P. Bogdan Mikutra MSF

 

 

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